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Sword of the Berserk: Guts’ Rage

STORIA: Gatsu e Caska sono gli unici superstiti di una squadra di mercenari , la squadra dei Falchi, che un tempo era temuta ed ammirata ovunque. Poi tale squadra fu sterminata durante l’ eclisse ed i due sopravvissero ma ad un prezzo altissimo. Caska fu selvaggiamente stuprata da Griphis , divenuto Phemt, il quinto membro della Mano di Dio, e Gatsu perse un occhio ed un braccio.Adesso il Guerriero nero ha solo 2 obbiettivi: trovare una cura che possa restituire a Caska la sue capacità mentali, la ragazza dopo l’ eclisse è uscita di senno, e chiaramente vendicarsi contro Griphis e gli altri 4 arcidemoni.Inseguendo questi 2 obbiettivi, Gatsu e Caska , insieme a Puck, arrivano in una regione afflitta nel corso degli anni da guerre e carestie e che ora grava sotto ad una terribile pestilenza.Tale pestilenza è costituita da una pianta parassita , la Mandragora, che attacca sia gli esseri umani che gli animali, prendendo possesso della loro mente e trasformandoli in grottesche creature.Gatsu ben presto ha modo di imbattersi in Rita, acrobata itinerante che si unisce a lui ed a Caska ma soprattutto fa la conoscenza di Balzac, perfido tiranno locale che tuttavia ha qualcosa che lo accomuna a Gatsu…. Egli infatti ha una figlia, la bellissima Annette, che , come Caska, non ragiona più e lui, Balzac, è fortemente convinto che dal seme della mandragora si possa trarre un siero atto a guerire le persone afflitte dalla pazzia. Tuttavia la pianta della mandragora continua ad impossessarsi di persone ed animali e ,nonostante i suoi sforzi , Gatsu non riesce ad evitare che anche Caska ne cada vittima. La ragazza si trasforma e solo Balzac conosce il modo per salvarla , grazie agli studi che fino ad allora aveva condotto sulla Mandragora.Tuttavia , quest’ ultimo, avendo visto che i suoi piani ,per restituire le proprie facoltà mentali ad Annette ,erano falliti, ricorre all’ ultima carta. Essendo in possesso di un bejelit azzurro , invoca la mano di Dio e si trasforma in un terribile mostro. Nonostante avesse stretto un’ allenza con Gatsu, Balzac la infrange ed i due combattono . Alla fine sarà Gatsu ad avere la meglio ed a salvare Caska, che per pochi secondi, grazie al seme della Mandragora, Balzac in parte aveva visto giusto, riacquista le sue facoltà mentali ma riesce solo a dire il nome del guerriero nero, per poi ricadere in quello stato di follia in cui viveva già da più di 2 anni . Per Gatsu, il suo viaggio insanguinato non è ancora finito….

RECENSIONE: Tra i tanti insegnamenti che possiamo trarre dal manga di Kentaro Miura, qual é quello più può servire quotidianamente? Il vero appassionato di Berserk sa che, quando qualcuno intralcia la nostra strada, é sufficiente estrarre un blocco di ferro di un metro e mezzo per trasformare l’impiccio in una poltiglia di cremisi scintillante. Ebbene, questa é anche la filosofia del gioco, uscito per Dreamcast nella sua versione occidentale con tale, volutamente mal tradotto, titolo. Sin dalla prima partita con il titolo Yukes (pubblicato da Eidos), si é riempiti da grandi dosi di soddisfazione e gioia: non capita tutti i giorni la possibilità di fare brutalmente a pezzi la feccia che ci circonda! Nemici impalati, tagliati un due (magari verticalmente) con getti di sangue che sprizzano dalla loro carne lacera. Ma non é tutto qui. Lo stesso appassionato di Berserk sa bene che il manga di Miura non é violenza gratuita. Ogni volta che Gatsu uccide un uomo non lo fa per puro sadismo ma perchè necessario alla propria sopravvivenza.

Montagne di nemici ha Gatsu nel fumetto, altrettanti popolano il mondo di Sword of the Berserk. E il nostro eroe sarà mosso dall’amore. Più abbondante del sangue, nel gioco, ci sono solo le splendide sequenze che mostrano il procedere della storia. Una storia mai piatta e piena di spunti filosofici. Non mancano nemmeno le citazioni lettararie, secondo il buon stile di Miura (Balzac vi dice nulla?). Il sistema di combattimento é molto intuitivo e, al tempo stesso, permette di eseguire combo decisamente esaltanti. Oltre alla Dragonslayer (nome originale dell’Ammazzadraghi), il nostro Gatsu fa uso dei coltelli da lancio, tanto cari al mai troppo compianto Judo, di bombe esplosive e, ovviamente, del proprio arto artificiale per far saltare in aria i nemici (grazie, oh Rickert, per il tuo formidabile genio bellico).

Talvolta sarete costretti, nei passaggi più angusti, a riporre la spada per fare a pezzi i nemici con le vostre stesse mani. Grazie a tutti questi elementi la strategia di combattimento é sufficientemente complessa per non far venire a noia il gioco nemmeno a chi non abbia idea di chi sia Miura. I nemici sono vari, e spaziano dai soliti banditi ubriaconi (fantasticamente doppiati) agli Apostoli più forti e crudeli. Anche la monotonia delle ambientazioni non é un problema che tocca minimamente questo gioco: la violenza é assicurata sia negli stretti cunicoli cittadini che nelle graziose (almeno fino al vostro passaggio…) chiese di campagna. Come già detto, il comparto grafico e sonoro sono ottimi: Sword of the Berserk non perde di certo il confronto con i più recenti e quotati giochi usciti su macchine – sulla carta – più potenti (vedi le varie delusioni che si stanno susseguento su ps2) e, anche su Dreamcast, non sono molti i giochi a poter vantare pari impatto estetico (Shenmue, Phantasy Star Online e poc’altro). Le musiche sono generalmente d’atmosfera. Peccato che la scelta di un paio (tecno? che c’entra con berserk?) sia senza dubbio discutibile.

Certo é che bisogna essere insensibili per non avere i brividi durante la opening cantata. Tornando al doppiaggio, oltre al già citato bandito, doppiati egreggiamente sono Zodd (sì, c’é anche l’Immortale, in tutta la sua terribile potenza), Puck, Rita (una new entry) e lo stesso Gatsu. I dialoghi sono all’altezza di quelli del manga, ma questo é ovvio, visto che sono stati scritti dallo stesso Miura. Giocabilità e aspetto tecnico ottimi, dunque. Ma arriviamo alla longevità, unica nota dolente del gioco: per chi non segue il manga forse potrebbe essere difficile seguire lo sviluppo della trama (anche se c’é un indice, accessibile dalla schermata principale, di tutti i trascorsi che precedono la narrazione del gioco) e di conseguenza trovare nuovi spunti per giocare una volta completato il livello di difficoltà Hard. I sottogiochi inseriti, il Puck’s Game e altri, migliorano sensibilmente la situazione, ma non si tratta di trovate capaci di far divertire alla lunga. Totalmente diverso il discorso per chi, come me, é appassionato dell’opera di Miura. Così come viene letto una decina di volte ciascun volumetto, a maggior ragione verrà voglia di prendere in mano il pad per essere artefici dei successi sul campo di Gatsu.

Grafica : 9.0 Una festa per gli occhi. Animazioni incredibili (vedere Puck in movimento per credere), ottimo livello di dettaglio e framerate solido come una roccia
Sonoro: 9.5 Eccellente! Non solo il doppiaggio é uno dei migliori che abbia mai sentito, ma gli effetti sonori sono appropriati e le musiche sono tecnicamente impeccabile e (nel 99% delle situazioni) rendono perfettamente l’atmosfera
Giocabilità: 8.5 Alla lunga é un pò ripetivo, ma fare a pezzi mostri e feccia varia dà sempre grandi soddisfazioni .
Longevità : 7.0 – 9.0 Ho distinto i due voti. Il primo é per chi non conosce il manga.

Berserk: Millennium Falcon Hen Seima Senki no Shou:

Per chi come me va avanti con videogames e berserk (insieme a pane e nutella) vedere un nuovo gioco tratto dal capolavoro di Miura è qualcosa di straordinario. Ammetto di avere avuto un po di paura visto che generalmente i tie-in inspirati a film o manga sono davvero brutti ma la sammy invece e riuscita a sfornare un titolo che farà felici tutti i fan del guerriero nero e tutti i possessori di playstation 2, di seguito ecco i 4 aspetti fondamentali del gioco.

STORIA:

la storia tranne per qualche piccola modifica segue fedelmente quella del manga. All’inizio quindi troviamo Gatzu, Pak e Caska che lasciano la casa di godor e arrivano al cimitero delle spade dove incontrano Grifis (che Gatzu tempo 1.5 secondi attacca immediatamente) e Zodd (che con la spada devia il colpo di Gatzu), prosegue con l’incontro con le due streghe Shilke e Flora e la difesa del villaggio di Inok e termina quando Gatzu indossa l’armatura del berserk e si scontra con l’apostolo Gurnbeld.” (insomma per la storia dettagliata controllate la sezione “riassunti” del sito). uniche differenze rispetto al manga è l’aggiunta di Charles un bambino che è divenuto un apostolo sacrificando la sorellina mentre stavano per morire in un incendio scoppiato nella loro villa. Oltre alla trasformazione in apostolo (Una specie di farfalla gigante) Charles ha il potere di fare apparire ai suoi nemici delle visioni. cosi Gatzu si troverà più volte a combattere nientepocodimeno che con Kolcas, Pipin e Judo insieme al resto della squadra dei falchi!

GRAFICA:

La grafica è bellissima (vedere il nostro guerriero nero che diventerà di colore rosso sangue diventerà una cosa abituale) e le animazioni sono davvero ben fatte. Anche i video in CG sono ottimamente realizzati e riprendono in maniera perfette le scene del manga (una su tutte, il flashback dell’eclissi)

GIOCABILITA’:

Davvero niente male per essere un “slash’em up”, abbiamo 4 tasti per muovere e attaccare, uno per la mira, uno per entrare nello stato di berserk ( che non ha nulla da invidiare alla modalità demone di devil may cry) e due speciali che sono davvero utilissimi.
Il primo ci permette di usare le armi speciali di Gatzu (i pugnali, la balestra, le grante, e infine il mitico bazooka) il secondo invece ci permette di richiamare gli alleati di Gatzu come una sorta di summon (qualcosa alla final fantsy insomma) dove si hanno i più svariati effetti. (Puck ci guarirà, Isidoro con il pugnale del fuoco creerà un muro di fuoco attorno a noi, Serpico con il potere del vento bloccherà i nemici, e schilke aumenterà per breve tempo le nostre difese) Inoltre il gioco ha anche elementi gdr, in questo modo potremo potenziare gatzu per renderlo sempre più forte e veloce con la spada.

SONORO

Poco da dire, le musiche composte da Susumu Hirasawa e Co. sono splendide e riescono in pieno a farci entrare nell’atmosfera della storia, in particolare il brano di apertura Sign e davvero super.

Solo due sono le note dolenti del gioco, la prima è la longevità, il gioco si finisce in un paio d’ore (una decina circa con tutte le abilità e le summon al massimo) ma se siete de fan sfegatati del manga avrete ottimi motivi per finirlo almeno una decina di volte. L’altro difetto purtroppo e che è in lingua jap visto che momentaneamente è uscito solo lì. comunque per il resto ottimo gioco!!!

Voti:
Grafica 9/10
sonoro 9/10
giocabilità 8/10
longevità 7/10

VOTO GLOBALE 8.5/10